Riconoscimenti
Decanter Asia Wine Awards 2014: Commended medal.
The Tasting Panel (USA) : 90/100 giugno 2015.
Bibenda 2016: 3 grappoli (annata 2012)
“Vitae“ La guida vini 2016: 3 tralci (annata 2012) Annuario dei migliori vini italiani (Luca Maroni) 2018: 89/100 (annata 2013)
Robert Parker 2016: 90+ (annata 2012)

Animae Agri

CASTEL DEL MONTE AGLIANICO DOP

Varietà: 100% Aglianico.
Altitudine: 250 mt a.s.l.
Area di Produzione: Puglia, Area vini DOC Castel del Monte – colline nel territorio del comune di Minervino Murge. Terreni: Calcarei e Tufacei.
Allevamento: (VSP), cordone speronato.
Età delle vigne: 22 anni.
Densità: 4.500 piante/ha.
Produzione per ettaro: 110 quintali/ha.
Vinificazione: Fermentazione in vasi vinari di acciaio inox a temperatura controllata , accompagnata da macerazione post-fermentativa di 15 giorni.
Affinamento: Su fecce fini per almeno 6 mesi in vasi vinari
di acciaio inox prima, in barriques di rovere di Slavonia per almeno 10 mesi e poi in bottiglia.
Note di degustazione: Animae Agri esprime l’anima profonda e le radici culturali del vino di un territorio di frontiera e
di scambio che idealmente abbraccia parte dell’Irpinia,
la Lucania settentrionale sino all’area vini Doc Castel del Monte. L’uvaggio vede protagonista l’aglianico antico vitigno sinonimo di armonia, eleganza e complessità, qualità esaltate da un terroir particolarmente vocato.
Colore: Rosso rubino con intensi riflessi violacei.
Profumo: Intenso, potente, di frutta rossa matura con note speziate.
Gusto: di gran struttura , elegante, morbido, fruttato con finale tannico e armonico.
Abbinamento: Si abbina agli arrosti, alle paste con sughi
di cacciagione, ai formaggi stagionati e, in generale, a
piatti importanti della tradizione mediterranea. Va servito a 18°/20°C. Si consiglia di aprire la bottiglia un’ora prima. pH: 3,65 Acidità Totale: 5,35g/l Alcohol: 13,50% vol

L'etichetta

L’etichetta rappresenta il ciclo di vita dell’uomo, partendo dal basso con sfumature cromatiche più scure, che richiamano la “terra”, per evolvere verso le sfumature più adatte ai colori del “cielo”.

La natura dell’uomo, nato dalla terra e nel corso della sua vita svettando verso l’extraterrestre, ripropone in chiave suprematista l’evoluzione dell’uomo dalla terra al cielo, elemento più volte evidenziato da Malevich nelle sue opere. Si può trovare un’altra chiave di lettura suprematista nell’evoluzione delle ombre e nella visione prospettica. Ricorrono geometricità e spazialità, complementari anche qui al fattore colore. La “Cavalleria rossa” di Malevich (dipinta tra il 1928 e il 1932) è stata la fonte di ispirazione.