Architettura spaziale d’avanguardia

Il Suprematismo – promosso da Malevich a partire dal 1913 e che ha avuto nell’esperienza di UNOVIS uno degli apici della ricerca creativa a carattere interdisciplinare e multidimensionale – è forse l’espressione artistica che interpreta nella forma più avanzata la sperimentazione sull’interazione di corpi e spazi di ordini diversi.
Il passaggio da un mondo bidimensionale verso un ordine tridimensionale estensibile metaforicamente in senso quadrimensionale ha definito, attraverso il “Quadrato nero”, la “Dimensione zero” dell’Arte contemporanea.

In sostanza si definiscono le nuove percezioni e misure dello spazio e del tempo alle quali si aggiungono le facoltà emotive e la pura sensibilità, ciò che Malevich definiva “ragione intuitiva”. L’aspirazione all’infinito e lo slancio cosmico trovano espressione in tutta la ricerca pittorica, architettonica, applicate di numerosi esponenti dell’Avanguardia in particolare , di K. Malevich e dei numerosi giovani allievi che ne hanno rilanciato idee e visioni nelle varie Arti, anche in modo originale rispetto al Maestro.

L’abbandono dello spazio euclideo è, quindi, una conquista teorica rivoluzionaria che ha segnato un punto di svolta nella storia dell’Arte. E non è un caso che mentre K. Malevich definiva le basi teoriche e non solo del Suprematismo, nello stesso novembre del 1915 Albert Einstein consegnava all’Accademia Prussiana delle Scienze i suoi quattro studi sulla Teoria generale della relatività. I sommovimenti tettonici nella Scienza e nell’Arte,
insieme ai mutamenti sociali dei primi anni del XX secolo determineranno un Nuovo Mondo.

Se Malevich introduce in pittura la terza dimensione, il suo allievo Lazar Khidekel (1904-1986) contribuisce a fare emergere il Suprematismo nella dimensione volumetrica con gli architecton prototipi dei moderni grattacieli, il primo effettivo progetto architettonico del Suprematismo insieme ai progetti delle città del futuro. Nel Manifesto AERO del 1920
Lazar Khidekel per la prima volta affronta il compito di superare le contraddizioni fra lo sviluppo della civilizzazione e la Natura presentando per la prima volta una visione organica dell’Architettura. Lazar Khidekel è stato il primo architetto-ecologista dei tempi moderni e ciò spiega l’ attualità della sua eredità culturale e l’affinità del Progetto MIRVITA, cantore della dimensione Cosmo-Natura proiettata nel XXI secolo.

Sketch for a Futuristic City
Sketch for a Futuristic City (on poles) Lazar Khidekel 1926/1928

A cavallo tra il XX° ed il XXI° secolo sembrano di nuovo convergere, come già avvenne un secolo fa, sommovimenti tettonici di portata storica che porteranno a un diverso modo di vivere, di creare, di pensare, in sintesi ad un altro Universo Umano e ad una nuova dimensione Cosmica.E’ la nuova dimensione Spazio-Tempo del Nuovo Mondo.