Riconoscimenti
Decanter Asia Wine Awards 2014: Commended medal
The tasting panel (USA): 88/100 giugno 2015.
“Vitae“ La guida vini 2016: 3 tralci (annata 2013)
Annuario dei migliori vini italiani (Luca Maroni) 2018: 89/100 (annata 2016)

SANTALOJA

MOSCATO SECCO IGP

Denominazione: Moscato bianco Puglia IGP.
Varietà: 100% Moscato Bianco di Canelli.
Altezza: 200-300 mt s.l.m.
Area di produzione: Puglia, Area vini DOC Castel del Monte – colline nel territorio del comune di Minervino Murge. Terreno: Calcareo con una consistenza media. Sistema di allevamento: (VSP), cordone speronato.
Densità: 4500 piante/ha. Produzione per ettaro: 100 quintali/ha.
Vinificazione: Vinificazione in bianco a temperatura controllata (14°-16°) in vasi vinari di acciaio inox.
Affinamento: Sulle fecce fini per 6 mesi in vasi vinari di acciaio inox prima e poi in bottiglia.

Note di degustazione: Santaloja è un Moscato secco dalle straordinarie qualità aromatiche dotato di una ricca struttura minerale che riprende una tradizione familiare che affonda le sue radici nei primi del ‘900.

Colore: Giallo paglierino con riflessi verdolini. Profumo: Intenso ed aromatico.
Gusto: pieno, di buona struttura acida, persistente. 

Abbinamento: Le straordinarie qualità aromatiche di questo vino, unite ad una ricca struttura minerale, lo rendono adatto a piatti a base di pesce in genere, frutti di mare, calamari fritti, crostacei oltre che ad una vasta gamma di formaggi morbidi. Ottimo anche come aperitivo. Da servire fresco (10°-12°C). Dati analitici: pH: 3,55 Acidità totale: 5,40g/l

Alcohol: 13,0%

L’etichetta

L’etichetta esprime la dimensione infinito con incastonata nel centro, la semplificazione geometrica della vela della bottaia con al centro il quadrato nero di Malevich. In orizzontale è possibile leggere il segno dell’infino mentre in verticale il numero 8, quanti sono i pianeti che sorreggono il nostro Universo e numero magico di Castel del Monte. La vela della bottaia riprende la volta a vela della cripta di San Nicola .

Santaloja è lo storico soprannome della famiglia Di Gaetano,.E’ forse il vino che meglio mette in evidenza la ricerca di un legame con il passato, è il moscato vinificato secco ‘come lo faceva il nonno’, il “ vino dei preti”.